Innovazione digitale o tradizione: automobile o calesse?

Visto tutto quello che abbiamo detto e, visto dall’altra parte della barricata come fossimo un distributore o proprietario di catena di negozi, diremmo … allora … la fidelity card è praticamente superata e quindi per questo la dobbiamo mettere in soffitta, i tradizionali programmi di fidelizzazione sono parzialmente superati, così come lo sono, in altri termini, anche i volantini e le promozioni per come le vediamo fino ad oggi … quindi … è solo questione di tempo che possa sparire tutto quanto …

Tutti questi sono concetti esasperati e, come tutti i paradossi o i concetti esasperati appunto, aiutano a render bene l’idea però dobbiamo ricapitolare precisando che:

secondo noi la fidelity card è uno strumento corretto e funzionale ma, a nostro avviso, dobbiamo distinguere bene la parte del riconoscimento dell’utente o cliente dai programmi di fidelizzazione che sono ad essa associati; per noi, gli attuali programmi di fidelizzazione, sono sostanzialmente superati e quindi occorre per forza di cose andare avanti, comprenderlo e quindi, la nostra cara carta fedeltà, va trasformata, integrata per far si che questo strumento diventi realmente un modo di interagire costantemente e in modo continuativo con i propri utenti e clienti.

Nessuno vuole togliere quel valore aggiunto, ma oggi, quel poco di valore aggiunto (che poi tanto poco non è, in quanto quando parliamo di investimenti pari all’1% fino al 2% e parliamo di tante risorse economiche investite in tal senso), se è denaro che non ha ritorno sull’investimento e che serve ad essere solo un qualcosa di più, da fare a prescindere, abbiamo ora la consapevolezza che non è quello lo strumento che possa far si che il nostro cliente ritorni da noi per fare i suoi acquisti, quantomeno non lo è nelle modalità di azione e di interazione che dovrebbero portare a fidelizzare.

Quindi continuiamo a ripetere che la fidelity card è uno strumento corretto ma gli attuali programmi di fidelizzazione vanno assolutamente superati!

La nostra proposta è assolutamente innovativa, la prima sul mercato a recitare che (per non dire that) “one is one” ossia uno vale uno … ogni cliente rappresenta la sua univocità, permettendo a chiunque di rendere viva ed attiva questa univocità e di effettuare delle reali proposte personalizzate sulla base delle singole esperienze-utente.

Per ogni cliente, sì …. anche se ci trovassimo di fronte a milioni di clienti!

Anche per quanto riguarda i volantini, sempre a nostro avviso, non sono strumenti così obsoleti da diventare sostanzialmente pronti per la soffitta, però sono strumenti da ripensare perché, se da una parte consentono di fare brand awareness, distribuire cioè il proprio marchio facendo si che sia sempre più riconoscibile, percettibile come familiare … elevandolo alla massima potenza possibile in funzione dello strumento, devono necessariamente essere ri-dosati e reindirizzati come risorse che sono poste al loro interno.

Perché? Semplicemente perché oggi abbiamo volantini che sono pieni zeppi di prodotti in promozione, alle volte risorse decisamente sprecate e che, viaggiando in modalità uguale per tutti quanti, sparando quindi nel mucchio e sperando di prendere il massimo numero di clienti possibili; queste risorse se non vengono ben indirizzate, sia in termini di politica prezzo, sia in termini di clientela obiettivo, rappresentano azioni effettuate in modo ripetitivo ma non diventano più la leva per promozionare i prodotti facendoli provare e facendo sì che continuativamente ci siano delle vendite di base sostenibili, bensì diventano la leva pressoché unica per vendere, facendo si che i clienti finali comprino promozioni e non prodotti.

Tutto questo non genera altro che confusione, abbatte le marginalità sia dei distributori che delle aziende, portando la lotta sui prezzi ad essere l’arma principale per spostare i consumi appunto da questo a quel prodotto.

Il non voler rendersi conto di questi aspetti, significa realmente che noi oggi, nel 2020, sebbene abbiamo a disposizione l’automobile per spostarci da Roma a Milano o per fare dei bei giri turistici, prendessimo ancora il cavallo o al limite il calesse.

Badate bene, non parliamo di equitazione a livello ricreativo ma proprio come se tornassimo indietro nel tempo!

Perché quindi dovremmo farlo con strumenti come volantini e programmi di fidelizzazione? Non vale forse la pena di sfruttare il presente ma soprattutto organizzarci per il futuro?

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